Auto Elettriche

Tra il 1832 ed il 1839 l'imprenditore scozzese Robert Anderson inventò la prima carrozza elettrica, nella sua forma più rozza.
Il miglioramento delle batterie, dovuto ai francesi (fine 1800) consentì il fiorire dei veicoli elettrici.
Pochi anni prima del 1900, prima della preponderanza del potente ma inquinante motore a combustione interna, le auto elettriche detenevano molti record di velocità e di distanze percorse con una carica. Tra i più notevoli di questi record è stato l'infrangere la barriera dei 100 km/h di velocità.

TIPOLOGIE di Auto Elettriche


Auto Elettriche Ibride [HEV]
(Hybrid Electric Vehicle – Veicolo Elettrico Ibrido)
Veicolo a propulsione ibrida ovvero dotato di un sistema di propulsione a due o più componenti, ad esempio motore elettrico con motore termico, che lavorano in sinergia fra di loro. In questi tipi di veicoli le batterie hanno autonomie estremamente ridotte (1-3 km) e la loro ricarica avviene solo da recupero di energia in frenata, non servono altri strumenti di ricarica.
Esempio: Toyota Yaris


Auto Elettriche Ibride Plug-In [PHEV]
(Plug-in Hybrid Electric Vehicle – Veicolo Elettrico Ibrido Plug-In)
Veicolo con propulsione/trazione sia elettrica sia a combustione interna (tipicamente benzina o diesel). La differenza rispetto a un’auto elettrica ibrida NON plug-in sta nel fatto che la ricarica della batteria di trazione può avvenire anche da rete elettrica. L’impiego di pacchi batteria più performanti rispetto ai veicoli Ibridi, permettono autonomie in elettrico più estese rispetto alle ibride non plug-in (fino a 50 chilometri in elettrico).
Esempio: Volkswagen Golf GTE


Auto Elettriche con Range Extender [PHEV – EREV]
(Extended-Range Electric Vehicles – Veicoli Elettrici ad Autonomia Estesa)
Particolari tipi di auto elettriche ibride (ndr poco diffuse) in cui il motore a combustione interno è impiegato solo come generatore di corrente per ricaricare la batteria di trazione quando il livello di carica è basso. La trazione è sempre e solo elettrica.

Questa particolare modalità è chiamata ibrido, la batteria di trazione è ricaricata dalla rete elettrica. Quando la batteria è scarica, un piccolo motore a combustione interna si accende e aziona un generatore di corrente che ricarica la batteria di trazione. Questo sistema "Di riserva"  permette all'auto di percorrere circa 30-50 km in aggiunta alla normale autonomia elettrica.
Esempio: BMW i3 REX


Auto elettriche pure [BEV]
(Battery Electric Vehicle – Veicolo Elettrico a Batteria),
è un’abbreviazione per indicare un veicolo elettrico privo di motore a combustione interna.
La propulsione è data solo di un motore elettrico che utilizza l’energia accumulata nella batteria di trazione.
L’atonomina di questi veicoli varia a seconda dei modelli e può variare (attualmente) dai 150 ai 500 km
Esempio: Renault Zoe

Modelli auto elettriche, modalità e Tempi di ricarica

MODELLI di Auto elettriche in commercio


Abbiamo creato una pratica guida delle attuali vetture 100% elettriche presenti sul mercato per una facile consultazione. Per ogni veicolo abbiamo riportato la tipologia, la capacità della batteria, l'autonomia (WLTP), modi e tempi di ricarica. Scaricala, consultala e stampala.. 

PERCHè ACQUISTARE UN'AUTO ELETTRICA?


Ormai non ci sono più dubbi, il presente ed anche il futuro del mercato automobilistico è green: lo aveva anticipato la crescita delle vendite ed è stato confermato da importanti dichiarazioni delle principali case automobilistiche.


Oggi il costo di un veicoli elettrico è ancora un po' troppo alto rispetto ad un veicolo con motore convenzionale, ma in continua diminuzione, anche se per chi percorre più di 15-20.000 km risulta comunque economicamente più vantaggiosa.

Innovazione, bassi costi di esercizio, altissime prestazioni e zero inquinamento fanno dell'auto elettrica, l'ancora di salvataggio del mercato automobilistico e soprattutto, dell'ambiente.

Auto, Furgoncini, Furgoni, Bus, Minibus, Moto, sono molteplici le proposte delle case automobilistiche e ogni giorno si aggiungono nuovi modelli...


LE AUTO ELETTRICHE INQUINANO MENO?

Le emissioni sono zero, la componentistica delle auto incide meno sui costi di produzioni, le batterie al litio possono durare molto. Si parla di cicli di 2.000 ricariche, 300.000 km percorsi, 10 anni di vita utile, ma sono dati in costante miglioramento


LE AUTO ELETTRICHE POSSONO CIRCOLARE  IN ZTL?

Essendo veicoli non inquinanti, le auto elettriche non vengono sottoposte ai vincoli di circolazione quali ecopass, ztl, targhe alterne e zone di traffico limitato, un vantaggio enorme per tutte le persone che abitano in grandi centri urbani o che si recano al lavoro in auto.


BASSI CONSUMI?

Per “fare il pieno” a un’auto elettrica è sufficiente collegarla alla colonnina elettrica per qualche ora al semplice costo del piano tariffario

previsto dal proprio operatore energetico. Inoltre, si diffonderanno presto dei punti di ricarica rapida all’interno delle città, dove con 30 minuti di carica delle batterie si otterrà una capacità di percorrenza di circa 100 km.


LE AUTO ELETTRICHE SONO SILENZIOSE?

Il motore dell’auto elettrica è estremamente silenzioso e contribuisce fortemente a eliminare l’inquinamento acustico e a rendere più piacevole l’esperienza di guida.


MEGLIO IL MOTORE ELETTRICO O QUELLO TERMICO?

Il motore che spinge i veicoli elettrici o BEV* funziona per induzione elettromagnetica. È molto più efficiente rispetto al motore a scoppio che disperde in calore gran parte dell’energia prodotta dalla combustione del carburante. L’efficienza, cioè la quantità di energia tradotta in moto, raggiunge il 90% contro il 30% circa del motore a benzina e il 40% di quello diesel.

La tecnologia di base risale alla fine del 1800 e da allora non ha subito significative evoluzioni. La sua diffusione inizialmente non si è sviluppata in quanto allora la distribuzione dell’energia elettrica era ancora molto deficitaria così come le capacità di immagazzinamento (le batterie) erano limitate.

L’introduzione, sul finire del secolo scorso, di batterie di nuova generazione agli ioni di litio ha aperto all’auto elettrica la prospettiva di una diffusione di massa. Questa tecnologia consente di immagazzinare molta più energia in minor spa-zio e con minor peso. Le batterie sono assemblate collegando fino a qualche migliaio di singole celle, (simili a quelle che alimentano i telefoni cellulari) che permettono così capacità di stoccaggio comprese fra i 30 e i 100 kWh di energia, in grado di assicurare una percorrenza fra 200 e 500 chilometri.

Una loro peculiare caratteristica è però la sensibilità alle condizioni climatiche. A temperature molto basse o molto elevate il rendimento può scendere anche del 20-30%. Anche lo stile di guida ha un’influenza sui consumi, e quindi sull’autonomia, molto più marcata rispetto alle auto endotermiche.

I tempi di ricarica variano a seconda delle modalità di ricarica adottate; si va dalle 8 ore e più nella ricarica domestica, a 20-30 minuti per la ricarica ad alta potenza in corrente continua. Tali valori sono indicativi: si riferiscono sempre a una ricarica da zero all’80% della capacità. La velocità di assorbimento dell’energia, infatti, scende rapidamente via via che si satura la capacità dell’accumulatore.

Il sistema elettrico (batterie-dispositivi di controllo e alimentazione) rappresenta una quota vicina a un terzo del costo e del peso di un’intera auto elettrica. Il resto del veicolo, compreso il motore, è invece molto più semplice rispetto a un’auto tradizionale.

La trasmissione è diretta, senza albero motore, cambio, ingranaggi di conversione del moto da oscillatorio a rotatorio.

Non ci sono liquidi di raffreddamento e lubrificazione, filtri, serbatoio. Si calcola che i componenti siano meno di un terzo rispetto a quelli di un’auto tradizionale.

Il motore elettrico non necessita di cambio poiché la potenza del motore è tutta disponibile fin dai regimi di rotazione più bassi.

Anche il sistema frenante è molto meno sollecitato, poiché al rilascio dell’acceleratore si inverte la polarità del motore: il moto si ritrasforma in energia elettrica che viene recuperata nelle batterie. Si parla in questo caso di frenata ri-generativa.

SCANIA (ndr primo costruttore di veicoli pesanti) ha rivelato i risultati del proprio studio inerente le emissioni di CO2 sui mezzi per il trasporto commerciale pesante nell’intero ciclo di vita LCA. Il Life Cycle Assessment è un conteggio definito dallo standard ISO 14040/44 per calcolare gli impatti ambientali dei prodotti tenendo in considerazione le emissioni in fase di produzione, utilizzo e smaltimento di un prodotto.

Secondo il loro studio anche i veicoli per "trasporto commerciale pesante" a batteria emettono meno CO2 di quelli termici anzi, sono «significativamente inferiore a quello di un veicolo con motore a combustione interna».

Con questo studio, ad esempio per un autocarro con 500.000 km di percorrenza, le emissioni di CO2 risultano ad oggi -38%, nel 2030 arriveranno al -63% o addirittura al -86% a seconda del mix di elettricità esaminati utilizzati in fase di costruzione ed utilizzo.


RISCHIAMO CRISI ENERGETICHE SE TUTTI GUIDERANNO UN'AUTO ELETTRICA?

Molti pongono questa domanda. Noi vi rispondiamo: NO!.
Secondo uno studio effettuato dal Politecnico di Milano e ENEL (Clicca per vedere lo studio)
, considerando la percorrenza media degli italiani (35km),  l’incremento che si avrebbe sui consumi energetici nazionali dato dall'impatto di 1.000.000 di veicoli circolanti per la loro ricarica sarebbe pari a circa lo 0,3%. Lo studio indica una lieve criticità dovuta all'aumento di richiesta nella fascia oraria (19-22) che potrebbe comunque essere risolta senza particolari problemi (vedi ad esempio l'ultima proposta del GSE che mette a disposizione un aumento gratuito di potenza nella fascia oraria notturna proprio per cercare di spostare questo picco).


POSSIAMO USARE LA BATTERIA DI UN'AUTO ELETTRICA COME ACCUMULO?

Anche se al momento è ancora in fase di test questo sarà sicuramente possibile prossimamente, permettendo così un bilanciamento a livello nazionale dei consumi dell'energia e a livello domestico, un ottimizzazione dei consumi soprattutto per chi ha un impianto fotovoltaico.


POSSO AFFRONTARE LUNGHI VIAGGI CON UN'AUTO ELETTRICA?

"...e poi con l'auto elettrica come faccio ad andare in ferie?" Questo sembra essere il problema che spaventa di più! Premesso che in ferie ci si va una/due volte l'anno, riflettendo un'attimo il problema delle lunghe percorrenze a nostro avviso riguarda una piccola parte di automobilisti (ad esempio rappresentanti e agenti di commercio). Per chi comunque è costretto a fare lunghi viaggi precisiamo che le capacità delle batterie stanno giorno dopo giorno permettendo autonomie che al momento superano anche i 500 km. Inoltre a partire dal 2021 sono iniziate le installazioni di stazioni di ricarica ultra rapide (quelle che permettono di fare un pieno in 10 minuti) nelle stazioni di servizio autostradali, che sommate alle altre infrastrutture di ricarica che via via aziende, strutture recettive, enti pubblici stanno installando permetteranno di rispondere alle esigenze anche di questi automobilisti a "lungo raggio".


LO SMALTIMENTO DELLE BATTERIE SARA' UN PROBLEMA?
Anche questo frase viene solitamente avanzata dai più scettici.
Precisiamo innanzitutto che, a seguito di una rigorosa direttiva europea, tutti i costi di fine vita delle batterie sono preventivamente versati dai produttori ai consorzi per la gestione del recupero e smaltimento, già al momento della vendita. Grazie a questa normativa, ed al fatto che le batterie delle auto sono molto pesanti ed ingombranti e il loro smontaggio può essere effettuato solo da officine qualificate, scoraggierà gli smaltimenti abusivi (che invece purtroppo ancora avvengono per le batterie più piccole).
Al momento le quantità da smaltire sono ancora limitate in quanto i veicoli elettrici in circolazione sono ancora pochi e anche perchè la durata media stimata di una batteria a bordo di un veicolo è di circa 8 anni e altrettanti sono quelli della seconda vita per un totale di 16 anni.
Anche questo aspetto è importante, infatti le batterie che "non sono più performanti per un veicolo elettrico" possono comunque essere riutilizzate ad esempio come sistema di accumulo statico.

Ad oggi il processo per il recupero delle materie prime è quello cosiddetto pirometallurgico che prevede che le batterie vengono sottoposte a triturazione e fusione. «E’ un processo energivoro che consente di reimmettere nel ciclo produttivo solo il 50-60% delle materie prime più preziose» ma in un futuro (breve) si dovrebbe passare ad un processo idrometallurgico meno energivoro e meno invasivo per i materiali che potranno così essere recuperati e riutilizzati quasi al 100%.

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ECOBONUS PER AUTO ELETTRICHE

(Attenzione gli incentivi sono soggetti a continue variazioni e l'erogazione è comunque soggetta a disponibilità dei fondi)


È stato firmato il nuovo Dpcm 2022 per l'acquisto di veicoli, auto e moto, elettrici, ibridi firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi relativo al triennio 2022-24 prevede che gli incentivi per l’acquisto dei veicoli elettrici, ibridi, plug-in ed endotermiche sono concessi soltanto alle persone fisiche. Solo una piccola percentuale dei fondi è riservata alle società di car sharing per l’acquisto dei veicoli elettrici, ibridi, plug-in.


Per l'acquisto nuove auto con fascia di emissioni 0-20 g/km (100% elettriche) con un prezzo fino a 35 mila euro + Iva, è previsto un contributo di 3 mila euro, più ulteriori 2 mila euro se si rottamata un’auto omologata in una classe inferiore ad Euro 5. (disponibilità 220 milioni nel 2022, 230 milioni nel 2023 e 245 milioni nel 2024).


Per l'acquisto nuove auto con fascia di emissione 21-60 g/km (ibride plug - in) con un prezzo fino a 45 mila euro + Iva, è previsto un contributo di 2 mila euro più ulteriori 2 mila euro se si rottamata un’auto omologata in una classe inferiore ad Euro 5. (disponibilità 225 milioni nel 2022, 235 milioni nel 2023 e 245 milioni nel 2024).


Per l'acquisto nuove auto con fascia di emissioni 61-135 g/km (endotermiche a basse emissioni) con un prezzo fino a 35 mila euro + Iva, è previsto un contributo di 2 mila euro SOLO se si rottamata un’auto omologata in una classe inferiore ad Euro 5. (disponibilità 170 milioni nel 2022, 150 milioni nel 2023 e 120 milioni nel 2024).


Per l’acquisto di veicoli commerciali 100% Elettrici di categoria N1 e N2 è previsto un incentivo SOLO con contestuale rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad Euro 4. Contributo di 4.000 euro per i veicoli N1 fino a 1,5 tonnellate, di 6.000 euro per i veicoli N1 superiori a 1,5 tonnellate e fino a 3,49 tonnellate, di 12.000 euro per i veicoli N2 da 3,5 tonnellate fino a 7 tonnellate. Per i veicoli N2 superiori a 7 tonnellate e fino a 12 tonnellate è riconosciuto un contributo di 14.000 euro. (disponibilità 10 milioni nel 2022, 15 milioni nel 2023 e 20 milioni nel 2024).


Per ciclomotori e motocicli elettrici e ibridi (categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7): stanziato un contributo del 30% del prezzo di acquisto fino al massimo 3 mila euro e del 40% fino a 4.000 mila euro SOLO se viene rottamata una moto in una classe da Euro 0 a 3. (disponibilità 15 milioni di euro per gli anni 2022, 2023 e 2024).



 

ALTRE AGEVOLAZIONI (riservata per i veicoli commerciali)

Alcune regioni italiane vanno oltre, stanziando anche degli incentivi per l'acquisto di veicoli commerciali elettrici (a fronte della rottamazione di un veicolo con motore tradizionale), riservati a micro, piccole e medie imprese.

È il caso della Lombardia e del Piemonte che prevedono contributi fino a 8.000 €.

Lo stesso discorso vale per Emilia Romagna

Veneto Friuli-Venezia Giulia scendono a 5.000 €

e la provincia autonoma di Bolzano a 2.000 €.

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